di Simona Tricoli
Internet, il cloud tutto ciò che riguarda il digitale, tutto ciò che connette il mondo fisico al mondo “virtuale”, non è un qualcosa di intangibile o di astratto, ma è un qualcosa di concreto che ha bisogno di infrastrutture fisiche per funzionare, nel nostro caso stiamo parlando dei data center.
I data center ospitano sistemi informatici come server, apparati di rete o archivi, per elaborare, memorizzare e distribuire enormi quantità di dati.
Anche se esistono diverse tipologie di data center (privati, condivisi, Hyperscale), ovviamente “tutto internet” e “tutto il cloud”, non possono essere ospitati da una singola infrastruttura, ma essendo internet una rete di reti, questa ha bisogno di circa 11.800 data center sparsi in tutto il mondo per poter funzionare.
I data center oggi, stanno cercando di evolversi verso la virtualizzazione, lo scopo è quello di separare il software (parte immateriale: programmi, applicazioni e sistemi che dicono all’hardware cosa fare), dall’hardware (parte materiale: tastiera, processore, schermo, mouse..), per raggiungere maggiore efficienza.
È importante capire che digitale e virtuale non sono la stessa cosa, anche se spesso i termini vengono usati in modo intercambiabile erroneamente.
Il digitale che comporta informazioni elaborate in codice binario 0 e 1 (file pdf, foto…) è il mezzo tecnico,
il virtuale invece è un esperienza simulata costruita su base digitale (realtà virtuale, ambienti 3D…).
- Ad esempio io dal mio pc potrei accedere a un altro pc virtuale, sarebbe come un computer dentro al computer.
- Oppure potremmo definire il digitale come se fosse un mattone e il virtuale la casa costruita con i mattoni digitali.
- O ancora, il digitale lo potremmo definire come corpo e il virtuale come lo spirito.
È chiaro ad ogni modo, che il virtuale senza il digitale non potrebbe esistere, ma nonostante questa dipendenza, la virtualizzazione dei data center permetterà ricadute positive, come quella di poter eseguire più lavoro, di ottimizzare lo spazio e di ridurre i consumi energetici.
E per tornare in noi e parlare di sostenibilità, è questa la domanda che dobbiamo porci: il mondo digitale quanta energia consuma e quanto inquina?
Oggi l’inquinamento digitale causa tra il 2 e il 4% di emissioni globali di CO2, inoltre, le tecnologie digitali sono la fonte di un consumo energetico tra l’8 e il 10%.
I data center consumano circa l’1% della domanda globale di elettricità, per funzionare producono calore; pertanto, hanno bisogno di essere raffreddati con dei sistemi di raffreddamento, ne esistono varie tipologie: ad aria, a liquido, a immersione o Free Cooling.
Il raffreddamento, di conseguenza, comporta altri consumi che si traducono nel 40% di consumo di elettricità.
Oggi grazie agli efficientamenti il consumo dei data center sta crescendo in maniera moderata, perché è vero che si va sempre più verso un mondo digitalizzato, ma in contemporanea si corre ai ripari per evitare che transizione digitale consumi più energia di quanta se ne voglia risparmiare.
Quando parliamo di risparmio di energia grazie al digitale, mi riferisco banalmente al partecipare a una video call anziché andare fisicamente in ufficio, a una firma digitale che ci permette di eliminare il cartaceo, o alla gestione digitale delle finanze, resa possibile attraverso app apposite che ci permettono di gestire al meglio le nostre spese e ridurre le commissioni bancarie, però ovviamente non ha senso andare avanti se il gioco non vale la candela.
Come la virtualizzazione dei data center può essere una soluzione.
- Il consumo energetico viene ridotto fino all’80-90% distribuendo il lavoro su meno server ad alta efficienza.
- Di conseguenza meno server comportano meno calore e quindi un utilizzo meno massiccio dei sistemi di raffreddamento che a loro volta consumano in modo rilevante.
- Meno data center hanno bisogno di meno spazio fisico, cosa che permetterà la riduzione dell’impatto ambientale che si ha con la costruzione degli stessi.
- Altra ricaduta positiva riguarda meno rifiuti elettronici da smaltire.
- Infine si avrà l’ottimizzazione del PUE (Power Usage Effectiveness), che misura l’efficienza energetica dei data center, con la virtualizzazione si ottimizzerà il PUE portando a un consumo minore di combustibili fossili.
Cos’altro si sta facendo per ridurre l’impatto ambientale dell’inquinamento digitale.
La commissione europea punta entro il 2050 alla neutralità climatica (l'equilibrio tra le emissioni di gas serra generate dalle attività umane e quelle assorbite dall'atmosfera), attraverso la proposta di un piano industriale del Green Deal, un piano che si prefigge di realizzare un contesto più favorevole per l’aumento dell'efficienza produttiva dell'UE per le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette.
Altra soluzione è quella di incentivare l’uso di energie rinnovabili per l’alimentazione dei data center.
È previsto poi, per marzo 2026, un sistema di etichettatura energetica obbligatorio per i data center dell’UE, per ridurre l’impatto ambientale dell’inquinamento digitale, questo sistema comporterà un sistema di etichettatura che renderà pubblici dati come: il consumo di acqua, di energia e l’utilizzo di energie rinnovabili.
E noi cosa possiamo fare per mitigare l’impatto ambientale?
- Se riuscissimo a prolungare la vita dei nostri smartphone di almeno un anno, potremmo risparmiare entro il 2030 2,1 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, che equivalgono alla rimozione dalle strade di 1 milione di auto.
- Dovremmo fare regolarmente una pulizia delle e-mail e del cloud.
- Spegnere i dispostivi che non vengono utilizzati.
- Scaricare contenuti offline, anziché riprodurli continuamente in streaming.
- Eliminare doppioni di foto o app che non utilizziamo.
Questi sono solo alcuni degli accorgimenti che ci permetterebbero di essere più sostenibili.
Come abbiamo visto “il mondo dell’internet” non è così intangibile come sembra, l’impatto che genera infatti, è concreto e notevole. Noi nel nostro piccolo dovremmo cercare sempre di essere più green, perché l’unione fa la forza e le azioni compiute singolarmente, se sommate a quelle del resto della comunità, possono davvero generare un cambiamento importante.
Fonti:
https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/green-digital
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_510
https://energy.ec.europa.eu/topics/energy-efficiency/energy-efficiency-targets-directive-and-rules/energy-efficiency-directive/energy-performance-data-centres_en?prefLang=it