Il fenomeno del compra ora, paga dopo

Pubblicato il 23 marzo 2026 alle ore 09:00

di Simona Tricoli

 

Pagare a rate per molti è diventata ormai la normalità, sia perché se si fa un acquisto importante come, ad esempio, un’automobile si ha la possibilità di comprare un prodotto che in contanti non sempre ci si può permettere, e sia perché c’è la possibilità per acquisti più piccoli di diluire i costi e quindi far pesare meno la spesa sulla busta paga.

 

Gli acquisti a rate sono una vera comodità per chi non ha la liquidità disponibile o se ce l’ha, vuole conservarla. Se si guasta il frigorifero all’improvviso, e l’unica soluzione è quella di acquistarne uno nuovo, non sempre si ha la possibilità di effettuare una spesa improvvisa in contanti, ed ecco che vengono in nostro soccorso gli acquisti a rate, sempre più utilizzati e sempre più competitivi.

 

Basta fare un giro sugli e-commerce più famosi per constatare che è possibile pagare a rate anche una lampada di 60€, comodo certo, soprattutto per i motivi già spiegati, ma quanto è sostenibile?

 

La nota positiva comporta grazie ai finanziamenti a rate, l’acquisto di prodotti migliori e quindi più durevoli, la nota dolente è che si rischia di acquistare più prodotti proprio grazie alla possibilità di pagare in comode rate e quindi viene alimentato il consumismo.

 

Nel 2024 i finanziamenti per l’acquisto di beni e servizi ha raggiunto la quota di 169,3 miliardi di euro, un importo più alto rispetto al 2023 che contava 160,7 miliardi. I dati dicono inoltre che in Italia tendiamo ad indebitarci di più rispetto agli altri paesi, in Italia il credito al consumo è di circa il 18,9%, contro il 9,5% e il 12,7% di Germania e Francia.

 

La percezione del prezzo non è reale, il Buy Now Pay Later (compra ora paga dopo), porta il consumatore a valutare solo la singola rata e non l’importo totale, ciò comporta a un valore medio degli acquisti di circa il 30%.

Spesso le offerte a tempo e l’immediatezza degli acquisti online portano a non riflettere e ad effettuare acquisti in modo impulsivo.

 

Uno dei rischi che riguarda i consumatori è quello del sovraindebitamento, tanti acquisti con piccole rate, sommati, fanno una bella cifra, da detrarre poi ogni mese dalla busta paga.

La sostenibilità economica personale è quindi compromessa se si supera una determinata soglia, gli acquisti a rate non dovrebbero superare il 30/35% del reddito netto mensile.

Usufruire eccessivamente degli acquisti a rate, compromette gli acquisti futuri se la busta paga è troppo “Impegnata”, rischiando poi se si presenta un imprevisto, di non poter acquistare un bene necessario.

Altro problema si presenta quando non si riescono a pagare tutte le rate, in questo caso si è segnalati come “cattivi pagatori”, con la conseguenza che sarà difficile accedere ad altri finanziamenti.

 

 

L’iperconsumismo generato da questo fenomeno, comporta anche un forte impatto ambientale. Più acquisti equivalgono a più trasporti con conseguenti emissioni di CO2 e più imballaggi da smaltire.

 

C’è stata addirittura una crescita di cessione del quinto dello stipendio, dal 2011 al 2024 la richiesta di questa tipologia di prestito è quasi raddoppiata. La differenza con gli altri tipi di finanziamento riguarda il pagamento della rata, che non deve essere corrisposta personalmente da chi fa il prestito, ma dal datore di lavoro e devono essere poi rispettati altri requisiti, come ad esempio quello di avere una retribuzione fissa e continuativa.

 

Quando si fa un acquisto a rate è fondamentale inoltre tenere conto dei tassi di interesse, vero è che sono sempre più competitivi, ma anche se ci imbattiamo in un finanziamento a tasso zero non necessariamente è sempre reale.

È importante controllare sempre :

  • TAN (tasso annuo nominale), è il tasso di interesse percentuale annuo applicato al capitale prestato, indica solo l’interesse nominale, non le spese accessorie.
  • TAEG (tasso annuo effettivo globale), è il costo totale reale del capitale prestato, include gli interessi (TAN) e le spese accessorie, come incasso rate, istruttoria, imposte, commissioni e assicurazioni.

Se entrambi sono allo 0% allora si restituisce effettivamente l’importo che è stato finanziato, se il TAN e zero ma il TAEG è anche poco superiore allo zero, allora ci sono costi nascosti.

Il finanziamento a tasso zero è una notevole strategia di marketing che spinge i consumatori a effettuare l’acquisto, spinti dalla convenienza del prestito, dato che viene pubblicizzato un acquisto che non comporta appunto il pagamento di interessi in aggiunta al costo del prodotto.

Non sempre però è reale, un finanziamento a tasso zero può nascondere costi più alti, che potrebbero non esserci se l’acquisto viene effettuato in contanti.

 

In conclusione in maniera positiva l’acquisto a rate comporta:

  • Accesso a beni più durevoli che non è possibile acquistare in contanti
  • Possesso immediato del bene
  • Tasso zero (se reale)
  • Gestione ottimale della liquidità
  • Fruizione di promozioni se ci si imbatte in offerte a tempo

 

Gli impatti negativi invece riguardano:

  • Rischio di sovraindebitamento e sostenibilità economica personale compromessa, se si effettuano troppe richieste di finanziamento
  • Costo totale maggiore a causa del pagamento degli interessi
  • Penali e interessi di mora se non si paga in modo puntuale
  • Iperconsumismo
  • Impatto sull’ambiente causato dall’aumento degli acquisti
  • Difficoltà con i resi (ottenere il rimborso di un pagamento a rate è più complesso perché ci sono in gioco due attori ai quali rivolgersi, il venditore e la finanziaria).

 

Per essere più sostenibili a livello ambientale ed economico è sempre importante farsi qualche domanda prima di richiedere un finanziamento.

Il prodotto che voglio acquistare è davvero necessario?

Ho un entrata economica abbastanza stabile che mi permetterà di coprire tutte le rate?

Gli interessi che andrò a pagare valgono il costo?

E se il finanziamento è a tasso zero, sono sicuro/a che non ci siano costi nascosti?

 

Queste sono solo alcune delle domande da porci prima di fare un acquisto:

Onoriamo sempre la regola del 30/35% che richiede di non superare questa percentuale rispetto al totale netto del reddito mensile.

Ricordiamoci l’impatto ambientale che troppi acquisti inutili possono provocare.

Non mettiamoci fretta, soprattutto quando gli importi sono alti, spesso le offerte a tempo sono insidiose, realizzate ad hoc per mettere fretta e spingere le persone a comprare subito per paura di perdere un affare.

 

Come sempre la nostra parola d’ordine deve essere consapevolezza, una consapevolezza negli acquisti, che riguarderà non solo il nostro portafoglio ma anche il benessere del pianeta.

 

Fonti:

https://www.agendadigitale.eu/documenti/levoluzione-del-credito-al-consumo-nellera-digitale-il-ruolo-del-buy-now-pay-later/#:~:text=BNPL%20tra%20customer%20experience%20e%20credito%20al%20consumo%20%2D%20Agenda%20Digitale

 https://www.firstonline.info/gli-italiani-comprano-sempre-piu-a-rate-vola-il-credito-al-consumo-ma-crescono-anche-i tassi/#:~:text=Nel%202024%20cresce%20il%20credito%20al%20consumo,su%20dati%20di%20Banca%20d'Italia%20e%20Bce.

https://tg24.sky.it/economia/2025/04/08/acquisti-pagamenti-rate-credito-consumo-dati?card=7