di Simona Tricoli
Premetto di non essere né vegana, né vegetariana, sono onnivora, questo vuol dire che la mia alimentazione è mista, consumo frutta, verdura, ma anche carne, pesce e prodotti di origine animale come il formaggio e il miele. Ma ho familiari e amici che invece non sono onnivori come me, sono vegani, vegetariani o pescetariani, quest’ultimo è un termine usato pochissimo, ma vi garantisco che esiste, un pescetariano è una persona che non mangia carne di terra (rossa o bianca), ma mangia il pesce.
Se c’è una cosa che unisce è il buon cibo, davanti a una tavolata si abbattono barriere linguistiche, si crea convivialità, almeno finché qualcuno non dice di essere vegano o vegetariano.
Una cosa che riscontro sempre è la confusione che generano questi due termini. Quindi prima di andare avanti spieghiamo brevemente la differenza tra vegani, vegetariani e per completezza, anche pescetariani.
| Vegetariano | Vegano | Pescetariano | |
|---|---|---|---|
| Non Mangia: | Carne e pesce | Carne, pesce, prodotti di origine animale (latte, uova, miele, formaggi…) | Carne di terra (bianca o rossa) |
| Mangia: | Frutta, verdura, legumi, cereali, semi e prodotti di origine animale (latte, uova, miele, formaggi…) | Legumi, cereali, verdura, frutta e semi. | Pesce, molluschi, crostacei, frutta, verdura, legumi, cereali, semi e prodotti di origine animale (latte, uova, miele, formaggi…) |
Oggi molte realtà nella ristorazione propongono uno o più piatti vegani o vegetariani per soddisfare tutte le richieste e permettere anche a chi ha deciso di seguire un determinato regime alimentare, di poter mangiare fuori casa, senza doversi sempre accontentare del solito piatto di verdure grigliate.
In molte città esistono addirittura ristoranti interamente vegani o vegetariani, che non hanno nulla da invidiare ai ristoranti che fanno una cucina che include anche prodotti per onnivori.
Nei supermercati i prodotti Vegan sono sempre di più e sempre più richiesti, prodotti che anche gli onnivori consumano volentieri, per limitare il consumo di carne o per gustare sapori diversi.
Se la ristorazione e la grande distribuzione si stanno adeguando, perché c’è ancora tutto questo astio verso qualcuno che decide di diventare vegano o vegetariano? Chi sceglie di esserlo, lo fa per rispetto degli animali, della loro vita, perché è consapevole che le sofferenze che vengono inflitte per far si che ognuno abbia la sua bistecca da consumare o il latte da bere, sono innumerevoli, per saperne di più vi invito a leggere il nostro articolo “Lo sfruttamento che ci distrugge: gli animali e il conto che paghiamo noi”.
Ogni volta che esce l’argomento del perché si è vegetariani parte la gara, le domande e le affermazioni sono sempre le stesse: Da dove prendi le proteine? Non mangi nemmeno il pesce? Come fai con il ferro? Ma mangi solo verdura? Non ti manca la carne?
E poi si continua con l’affermare che l’essere umano è onnivoro dalla notte dei tempi, che essere vegani e vegetariani è una moda, che non è possibile essere sani con un’alimentazione vegana o vegetariana. Le domande sono sempre le stesse, le convinzioni pure, convinzioni che purtroppo tendono a non morire mai.
Di fronte all’affermazione che “non si può essere sani se si segue una dieta vegana o vegetariana”, possiamo rispondere che è più facile incorrere in malattie croniche quando si fa consumo di carne, ma non lo faremo, perché la verità è che se non sappiamo come seguire un’alimentazione sana, la cosa migliore da fare è rivolgersi a un esperto. Che la scelta riguardi un’alimentazione onnivora, vegana o vegetariana, l’importante è condurre una vita sana, la salute a lungo termine non dipende dall'esclusione o inclusione di specifici gruppi alimentari, ma da una dieta bilanciata, varia e pianificata, ricca di cibi integrali e povera di alimenti ultra-processati.
Se il vegano deve integrare con la vitamina B12 e il vegetariano deve attivarsi perché la sua dieta sia ricca e varia per non eccedere con grassi saturi e avere livelli ottimali di ferro, l’onnivoro deve limitare il consumo di carni rosse e privilegiare le carni bianche. A ognuno il suo, non c’è una scelta migliore, a meno che non si parli di scelte etiche, allora sappiamo qual è la scelta giusta.
Se poi vogliamo fare un discorso più autorevole, andiamo a leggere qualche estratto dell’oncologo Umberto Veronesi che è stato uno dei più celebri sostenitori della dieta vegetariana in Italia.
Anche Pitagora era vegetariano, credeva nella Metempsicosi, credenza filosofico-religiosa, affine alla reincarnazione, secondo cui l'anima immortale di un individuo trasmigra in un altro corpo (umano, animale o vegetale) dopo la morte.
I pitagorici vedevano gli animali come esseri dotati di anima, imparentati con gli umani, e ne condannavano il massacro, ritenevano poi, che la carne rendesse l'uomo violento, mentre una dieta vegetale garantiva pace, equilibrio e una maggiore lucidità mentale.
Inoltre i piatti vegetariani della tradizione italiana sono centinaia, una volta la carne era un lusso e quindi la dieta si basava su alimenti più poveri, come i legumi, le verdure, i cereali, il pane raffermo.
Tutto ciò ha dato vita a pietanze che oggi fanno parte del nostro patrimonio gastronomico, come la parmigiana di melanzane, la ribollita, la pappa al pomodoro, i tortelli di zucca o di erbette, le melanzane ripiene, e poi la pizza per antonomasia è la Margherita, completamente vegetariana.
Se un vegetariano ordinasse un paio di questi piatti senza carne, senza dichiarare di essere vegetariano, nessuno avrebbe nulla da dire, a dimostrazione che spesso si parla solo a causa di pregiudizi.
La cosa migliore è avere rispetto per le scelte altrui, se queste scelte non modificano il nostro stile di vita, non ci danneggiano o limitano in alcun modo la nostra libertà, perché contestarle? Nessuno di noi ha la verità in tasca, nessuno di noi conduce una vita migliore di quella degli altri, ogni storia è la conseguenza di nostre scelte e situazioni che la vita ci ha messo davanti, ognuno vive la vita che ha scelto di vivere o che si ritrova a vivere, spesso per scelte che non dipendono da lui, l’importante è ricordare:
“Se le scelte altrui non mi danneggiano o limitano in alcun modo, non modificano la mia vita o quella di terze persone, devo accettarle e portare rispetto.”
In questo articolo abbiamo parlato di vegani e vegetariani, ma il discorso è molto, molto più ampio. Potremmo parlare di religione, di fare o non fare figli, di sposarsi o no, di continuare gli studi o cercarsi un lavoro, decidere di vivere in campagna o vivere in città…la lista è davvero infinita. La verità è che quello che va bene per noi, non è detto che vada bene per la vita di qualcun altro e viceversa, e va bene così, il mondo è bello proprio perché è vario.
Non voglio convincere nessuno a diventare vegetariano o vegano, come ho scritto all'inizio, ribadisco di essere onnivora, vorrei solo che ci fosse più informazione e consapevolezza riguardo questo argomento per far si che vengano meno i pregiudizi. Prima di fare i professori con un vegetariano, con una persona che ha idee politiche differenti, che ha una religione diversa dalla nostra o che non segue alcun tipo di religione, informiamoci e facciamoci un bagno di umiltà.
Quindi che tu sia vegano, onnivoro, pescetariano, cattolico, ateo, musulmano, o antiteista, alla base ci devono essere una morale, buon senso, rispetto e tolleranza verso il prossimo. Quando alla base finalmente ci sarà il rispetto per l’altro e l’accettazione di idee diverse dalle nostre, allora potremo parlare di inclusione, di integrazione e di sostenibilità sociale.
Fonti:
https://www.fondazioneveronesi.it/temi/vegetarianesimo
https://www.scienzavegetariana.it/medici/domande/faq/salute.html