di Antonio Salituro
Immagine concettuale generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione simbolica e non ufficiale a fini critici e informativi
Non ci sono più le mezze stagioni, vero? Beh, non ci sono neanche più quelle intere! Siamo in estate ma dovremmo chiamarla inferno! Una volta l’estate era la bella stagione, no? Ora sembra l’ultima stagione del Trono di Spade, ma sembra aver cambiato completamente copione!
Ondate di calore
Siamo nel bel (si fa per dire) mezzo della quarta ondata di calore, ma molti non si sono neanche accorti di quando è finita la prima! Alcuni invece riescono ancora a dire “Ha sempre fatto così caldo”.
Quando il Presidente del Senato Ignazio La Russa dichiarò che 'ci abitueremo al clima caraibico', la frase fece molto discutere.
Peccato che città come Roma e Milano siano leggermente diverse dai Caraibi. Lì non ci sono isole caraibiche, solo isole di calore. Peccato che solo nella prima ondata di calore a giugno in Europa sono morte 1300 persone in più rispetto agli anni passati. Ma è colpa loro. Sarebbero dovute andare in vacanza ai Caraibi.
Incendi
Non so ai Caraibi, ma in diverse parti del mondo, inclusa l’Italia, ci sono sempre più incendi devastanti.
Certo, ci abitueremo anche a questi, finché non bruciamo vivi. Ora, qualcuno darà la colpa ai piromani, ma non sono gli unici responsabili.
Il problema è che adesso il fuoco, una volta acceso, è sempre più difficile da controllare.
Ed è perché le fiamme trovano terreno fertile. O meglio, terreno secco, dovuto alla scomparsa delle piogge “normali”.
Altri Eventi Infernali
Non piove più come una volta. Gli acquazzoni estivi sono ormai un’allucinazione, qualcosa che possiamo solo creare artificialmente con ChatGPT. Nell’estate infernale che ci tocca adesso, dal cielo cadono bombe d’acqua e chicchi di grandine che sembrano palle da tennis.
Per non parlare delle trombe d’aria che fanno trasformano gli ombrelloni in giavellotti.
Dobbiamo abituarci all’Inferno?
Dimenticate le parole di La Russa. Non dobbiamo (e possiamo) abituarci all’Inferno. Dobbiamo adattarci. Ciò significa, per esempio, piantare più alberi nelle città, costruire edifici che resistono meglio al caldo.
Certo, non possiamo farlo noi. Ma possiamo votare qualcuno che lo faccia. Possiamo pretendere che chi ci governa prenda sul serio il cambiamento climatico e inizi a preparare le nostre città al futuro. E se non si decide a farlo, possiamo sfidarlo a vivere senza aria condizionata. Non credo ci riuscirà visto che a quella ormai ci siamo fin troppo abituati...