di Simona Tricoli
Immagine generata con intelligenza artificiale
Spesso a causa della confusione sulle date di scadenza viene gettato nella spazzatura tantissimo cibo. Circa il 10% dello spreco totale di cibo avviene perché le scadenze vengono interpretate male.
Iniziamo col dire che c’è una bella differenza tra “consumare entro il” e “da consumare preferibilmente entro il”, e continuiamo col dire che in ognuno dei due casi viene indicata sulla confezione di cibo una data, quindi come comportarsi:
- se sulla dicitura della confezione c’è scritto “consumare entro il”, l’alimento deve essere consumato entro la data indicata;
- se c’è scritto “da consumare preferibilmente entro il”, è possibile consumare l’alimento oltre quella data se correttamente conservato, lo stesso potrebbe perdere la fragranza, la morbidezza e tutte le caratteristiche che fino a quella data sono garantite dal produttore, ma non è pericoloso consumarlo.
Il termine minimo di conservazione (TMC), non è un dato tassativo. Alcuni alimenti rimangono commestibili anche dopo mesi, in questo caso ci vuole un po' di corretta informazione e bisogna poi fare una distinzione tra i vari cibi.
I prodotti freschi che sono più deperibili devono essere consumati generalmente entro la data di scadenza indicata, addirittura a volte se non correttamente conservati, questi deperiscono prima, è necessario quindi fare sempre molta attenzione.
Invece alimenti come pasta, riso, biscotti, prodotti in scatola possono essere consumati oltre la data di scadenza, addirittura per i prodotti in scatola si può arrivare anche fino a 12 mesi oltre il TMC (ovviamente parliamo sempre di prodotti che sono stati conservati correttamente).
Attenzione però! Molti alimenti con scadenze molto lunghe hanno specificato sulla confezione che una volta aperti devono essere conservati in frigorifero e consumati entro qualche giorno.
Riepilogando: un prodotto in scatola come, ad esempio, una lattina contenente legumi, avrà una data di scadenza molto lunga, se non è ammaccata, non è arrugginita o non presenta rigonfiamenti (quindi se correttamente conservata), può essere consumata oltre la data di scadenza. Però, se la latta viene aperta e il contenuto non viene subito consumato, questa dovrà essere conservata in frigorifero e il prodotto consumato generalmente entro due giorni.
E lo zucchero, il sale, l’aceto perché non hanno data di scadenza?
Spesso quando cerchiamo la scadenza su una confezione facciamo fatica a trovarla, vi sfido a trovarla su un pacco di zucchero.
Lo zucchero, come il sale o l’aceto, sono conservanti naturali, prodotti che non si deteriorano facilmente, è la legge stessa che non prevede la data di scadenza obbligatoria per questo tipo di alimenti. Ricordiamoci però che per preservarne qualità e consistenza dobbiamo comunque avere l’accortezza di conservarli in luoghi asciutti.
È fondamentale leggere sempre le etichette, distinguere tra i vari prodotti, essere consapevoli che è possibile per alcuni, consumarli oltre la data di scadenza e non essere affrettati a gettare un alimento nella spazzatura senza aver fatto i dovuti controlli.
In ogni caso una volta aperto un prodotto, fidiamoci sempre del nostro naso e della nostra vista, se ha un cattivo odore o se è visibilmente deteriorato, non c’è più nulla da fare se non gettarlo nella spazzatura ovviamente facendo sempre la raccolta differenziata perché venga smaltito correttamente.
Ogni settimana il cibo che viene sprecato in media da ogni cittadino italiano è pari a 555,8 grammi, con questi dati si va oltre i 28,9 kg all’anno a persona. Nel mondo lo spreco di cibo arriva a 1,05 miliardi di tonnellate, cioè un terzo della produzione alimentare globale.
Ogni volta che un cibo viene prodotto c’è un forte impatto ambientale, si pensi alla produzione, all’imballaggio o al trasporto e gettare nella spazzatura tutto questo lavoro e consumo di energia è grave sotto molti aspetti.
Ricordiamoci poi della povertà alimentare, che comporta l’impossibilità per una parte di cittadini di non poter fare un’alimentazione sana e bilanciata (leggi il nostro articolo: Consumi, sprechi e povertà alimentare), ed ecco che lo spreco di cibo assume tutta un’altra importanza, gettare cibo ancora commestibile solo perché non siamo correttamente informati diventa uno sfregio alla povertà.
Ogni anno vengono sprecate tonnellate di cibo e se noi riuscissimo a ridurre queste percentuali grazie a una corretta interpretazione delle scadenze e a una corretta conservazione, ne beneficerebbero non solo l’ambiente e la società, ma ne beneficerebbero anche le nostre tasche.
Fonti:
https://www.altroconsumo.it/alimentazione/fare-la-spesa/speciali/alimenti-scadenze
https://www.ilsole24ore.com/art/spreco-alimentare-l-italia-migliora-ma-e-ancora-sopra-media-ue-AHQXkopC